Trump e Sessions: fantastico per l’industria delle prigioni private, terribile per i diritti civili

Articolo originale di Carl Takei ( Staff Attorney, ACLU National Prison Project) e Katie Egan ( Washington Legislative Office) apparso il 5 Gennaio 2017 sul sito della American Civil Liberties Union (ACLU)

Il giorno dopo le elezioni le azioni delle due più grandi società che gestiscono le prigioni private (Corrections Corporation of America (CCA) and GEO Group) hanno avuto un rialzo rispettivamente di 43 e 21 punti percentuali e non hanno più smesso di salire. Infatti dal giorno delle elezioni il valore dei titoli di CCA e GEO Group sono aumentati del 75 e del 54 per cento.

Gli investitori hanno buone ragioni di credere che Trump si appoggerà molto alle società che gestiscono le prigioni private. Quando a un incontro cittadino dello scorso maggio gli è stato chiesto come avrebbe riformato il sistema carcerario, Trump ha dichiarato: “Penso che si potrebbero fare molte privatizzazioni e aprire prigioni private. Sembra che funzionino molto meglio.”

Oltretutto la linea dura di Trump sull’immigrazione praticamente assicura il bisogno di aumentare gli istituti detentivi, un vuoto che le società che gestiscono le prigioni private sono più che desiderose di riempire. Se il Congresso finanzierà tutte le proposte di Trump di radunare ed espellere fra 2 e 3 milioni di immigrati nel primo anno della sua presidenza, i detenuti immigrati aumenteranno più di quattro volte e questo richiederà la costruzione di dozzine di nuove prigioni.

Ma il fatto che il presidente entrante abbia selezionato il senatore Jeff Sessions per la nomina di procuratore generale dà alle società che gestiscono le prigioni private un motivo in più per festeggiare.

A ottobre, secondo Politico, GEO Group ha assunto degli ex aiutanti del senatore Sessions, David Stewart e Ryan Robichaux, perché premessero per ottenere le concessioni di nuovi appalti delle prigioni federali a società private. GEO Group è la stessa società che gestisce prigioni private e che è stata accusata di aver illegalmente donato a Rebuild America Now, una super PAC pro Trump.

L’ACLU non sostiene né si oppone ad alcuna nomina per gli incarichi pubblici, tuttavia noi analizziamo i loro trascorsi. Per questo siamo preoccupati che, se Sessions fosse confermato come procuratore generale, le lobby delle prigioni private potrebbero avere accesso diretto al capo del Dipartimento di Giustizia e un’influenza enorme sull’amministrazione Trump.

A causa delle loro modalità di funzionamento, le prigioni private dipendono e guadagnano dall’incarcerazione di massa di esseri umani. Purtroppo decadi di esperienza hanno mostrato che affidare persone in custodia al governo a compagnie a scopo di lucro è una ricetta che porta ad abusi e incuria. Per esempio in un istituto detentivo per immigrati gestito da GEO in Colorado, Evalin Ali-Mandza, un immigrato di 46 anni proveniente dal Gabon, è morto di attacco cardiaco dopo che lo staff medico ha aspettato quasi un’ora per chiamare un’ambulanza. Una delle infermiere addirittura decise di cominciare a compilare la modulistica prima di chiamare il 911.

I funzionari federali hanno ammesso che questa è la realtà.

Ad agosto il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che le prigioni private sono “poco comparabili” alle prigioni federali e ha ordinato al Bureau of Prisons di cominciare a eliminare i contratti riguardanti le prigioni privati. Un comitato di esperti il 1 dicembre ha raccomandato al Dipartimento della Difesa di cominciare a liberarsi dei suoi contratti con le prigioni private. Come procuratore generale, Sessions non dovrebbe essere tentato a mantenere lo status quo e ignorare la chiara evidenza che le prigioni private non “funzionano meglio”.

Pubblicamente le società private che gestiscono le prigioni come CCA e GEO hanno delle obbligazioni solo con i loro azionisti; al diavolo il pubblico, gli esseri umani in loro custodia e i loro stessi impiegati. Hanno infatti dimostrato le loro priorità molte volte nel corso del tempo.

In un caso seguito da ACLU una corte federale ha riscontrato che la CCA era in contrasto con la corte per non aver messo in atto dei miglioramenti ordinati dalla corte stessa, che avrebbero reso la prigione più sicura. L’anno seguente un impiegato della CCA è stato ucciso in una rivolta e i dirigenti della compagnia si sono rifiutati di fare un minuto di silenzio in suo onore all’assemblea annuale degli azionisti. Apparentemente, per cercare di sviare il pubblico e far dimenticare questi comportamenti scandalosi, la CCA si è recentemente data un nuovo nome: “CoreCivic: A divesified Government Solutions Company”.

Intere famiglie e comunità hanno sofferto terribilmente a causa delle esagerate incarcerazioni di massa. Tuttavia, anno dopo anno, l’industria delle prigioni private e gli azionisti hanno fatto milioni grazie alla miseria umana. Se messa in pratica, la linea dura di Trump e Sessions riguardo la giustizia criminale e l’immigrazione hanno il potenziale di incrementare massicciamente i tassi di incarcerazione federale e di detenzione di immigrati negli Stati Uniti. Se Sessions sarà confermato procuratore generale, l’industria delle prigioni private guadagnerà tremendamente grazie al canale diretto tramite i suoi ex aiutanti.

(Traduzione a cura di Antigone)

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