Nessuna alternativa sulla sicurezza

Con il decreto approvato dal governo nei giorni scorsi sull’immigrazione sono stati fatti indubbi passi avanti. Sul terreno della sicurezza, invece, non solo non si sono abrogate le disposizioni voluta da Salvini, ma da Maroni, passando per Minniti e l’attuale leader leghista, si prosegue su una linea nota: nuovi reati, allargamento del daspo urbano, aumenti di pena per alcune fattispecie. Ci auguriamo che il Parlamento abbia più coraggio (e razionalità) del governo.

di Claudio Paterniti Martello

  1. introducevano il reato di blocco stradale, pensato per i manifestanti, prevedendo pene da 1 a 6 anni, laddove in precedenza si trattava di un illecito amministrativo;
  2. inasprivano le pene previste per le occupazioni abusive;
  3. estendevano la sperimentazione della pistola elettrica “Taser” ai corpi di polizia municipale delle città di almeno 100.000 abitanti;
  4. aumentavano da 90 a 180 il numero di giorni per cui era possibile trattenere una persona di attuazione del decreto di espulsione all’interno di un Centro per il rimpatrio (Cpr). Oltre a tutto ciò incidevano con forza in materia migratoria.

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