Il coronavirus in carcere attraverso le parole dei famigliari dei detenuti

Molto più che le tante parole dette e i tanti articoli scritti, pensiamo che a raccontare cosa stia accadendo nelle carceri in queste settimane, lo stato d’animo e le paure che vivono i detenuti, possano essere i messaggi che abbiamo ricevuto in queste settimane da parte dei parenti delle persone recluse che ci chiedevano sostegno. Ne abbiamo raccolti alcuni per tracciare un filo che parte da inizio marzo e arriva fino ad oggi.

L’otto marzo 2020 il Presidente del Consiglio ha messo fine con un decreto ai colloqui tra detenuti e familiari: troppo alto il rischio di contagi. Nelle carceri delle regioni già rosse a causa del virus erano stati vietati o fortemente ridotti nelle settimane precedenti. Come anche le attività scolastiche, gli ingressi dei volontari, le attività sportive o la formazione professionale: insomma, tutto quello che a fatica e in parte riempie il grigio quotidiano detentivo.

Dal 1991 anni ci occupiamo di #Giustizia, di #Carceri, di #DirittiUmani e di #Tortura. Sostienici: http://www.antigone.it/sostieni

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