Un rapporto europeo affronta i temi più importanti di una relazione complicata, tra stigma e silenzi

I dati europei sul complesso — e al contempo interconnesso — rapporto tra droghe e carcere vengono raccolti e diffusi a livello comunitario dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle Tossicodipendenze (EMCDDA). Recentemente l’EMCDDA ha pubblicato un importante report dal titolo Prison and drugs in Europe. Current and future challanges, mentre in italiano è disponibile la Relazione europea sulla droga, un lavoro annuale che impegna l’Osservatorio.

I dati cui fa riferimento l’EMCDDA sono quelli trasmessi dai Paesi europei e fanno riferimento all’uso di droghe tra le persone recluse in carcere, alla salute dei detenuti con particolare riferimento alle malattie infettive maggiormente…

Ieri il Presidente del Consiglio e la Ministra della Giustizia sono stati al carcere di Santa Maria Capua Vetere. All’uscita hanno tenuto una conferenza stampa che rilancia il percorso di riforme che da anni auspicavamo e che, con le nostre proposte, non abbiamo mai smesso di promuovere.

Ieri pomeriggio il Presidente del Consiglio e la Ministra della Giustizia sono andati in visita a Santa Maria Capua Vetere, il carcere delle torture, degli abusi e delle violenze del 6 aprile 2020. Quegli episodi furono denunciati da Antigone nei giorni immediatamente successivi. Non era scontato andare lì e condannare con parole tanto ferme quanto accaduto. Sono passati 20 anni da Genova, e allora nessuno andò alla Diaz. “Bisogna aver visto”, scriveva sul finire degli anni ’40 del secolo scorso Pietro Calamandrei. Lo scriveva in un numero monotematico, interamente dedicato al carcere, della rivista “Il Ponte”. …

Una cronistoria, che aggiorneremo man mano che le notizie arriveranno, su quanto sta emergendo rispetto ai fatti avvenuti nel carcere campano nell’aprile del 2020. Un caso che abbiamo seguito fin dal primo momento in tutti i suoi passaggi.

Il 5 aprile 2020 Antigone riceve segnalazione di un caso di positività tra i detenuti di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Poco meno di un mese prima, a causa del Covid, erano scoppiate proteste e rivolte nelle carceri di mezza Italia. Il quadro generale è dunque teso.

Tra il 7 e l’8 aprile Antigone riceve comunicazioni via telefono, e-mail e sui social network che parlano di presunte violenze avvenute a Santa Maria Capua Vetere. Come da prassi, i nostri legali fanno delle verifiche incrociate per valutarne la fondatezza. La situazione sembra grave, pare che ci sia…

Nel raccontare i fatti di cronaca spesso i media (e i politici che commentano le notizie) fanno passare le persone fermate come colpevoli del reato. Ci si concentra molto sulla fase delle indagini, ma poco si parla della fase processuale e, nei casi di assoluzione, molto poco si dice della sentenza.
In questo approfondimento parliamo proprio dei processi sui media e della presunzione di colpevolezza che scaturisce dal racconti dei fatti.

di Lorenzo Iorianni

Trattare il tema del rapporto sussistente tra informazione e giustizia implica l’irrompere in una dimensione dilemmatica, poiché significa affrontare un problema che offre un’alternativa fra alcune possibili soluzioni, nessuna delle quali è da ritenersi interamente accettabile. Ci si deve immergere in una logica del conflitto; conflitto tra diritti e interessi di pari rango: il diritto di cronaca (sottoinsieme del diritto di manifestare il proprio pensiero), il diritto alla privacy, all’immagine; il precetto del secondo comma dell’articolo 27 della Costituzione, la presunzione di innocenza e quello del primo comma dell’articolo 101, ossia “La giustizia è amministrata in nome…

Ogni anno il Dipartimento di Stato americano pubblica un report sui diritti umani nei paesi Onu. Lo fa servendosi di diverse fonti. Per approfondire il tema delle carceri una di queste fonti è la nostra associazione. Ecco cosa dice quello relativo al 2020

di Sofia Antonelli

Lo scorso 30 marzo il Dipartimento di Stato americano — il corrispettivo del nostro Ministero degli Esteri — ha pubblicato i country reports on human rights practices per il 2020.

Realizzati ogni anno dall’Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro, i rapporti descrivono lo stato dei diritti individuali, civili, politici e dei lavoratori per tutti i paesi membri delle Nazioni Unite. Ogni rapporto viene redatto sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti. Tra queste, ambasciate e consolati statunitensi all’estero, funzionari dei governi locali, organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative. …

Breve analisi di un cardine trattamentale tra aspetti valoriali e pratiche amministrative

di Giampaolo Romanzi*

Foto dal webdoc Inside Carceri di Antigone e Next New Media

Con le lenti della Costituzione

Il lavoro penitenziario nel cammino del legislatore

Dal primo regolamento penitenziario del Regno d’Italia del 1862, fino al regolamento penitenziario del 1931, il lavoro svolto nelle carceri è stato delineato in termini meramente afflittivi. Il lavoro era parte della sanzione penale e nel Regolamento Rocco era concepito come strettamente funzionale e necessario al completamento della pena e pertanto costituiva un obbligo per i condannati, con tanto di “punizione” in caso di mancata osservazione dell’obbligo di lavoro. Un obbligo che non trovava flessioni nemmeno davanti alla presunzione di non colpevolezza la dove, nell’art. 1 del reg. penit. del…

Nella prevenenzione e eliminazione della tortura un ruolo fondamentale è quello che devono svolgere le forze dell’ordine. A partire da una recente risoluzione delle Nazioni Unite, promossa dalla Danimarca, facciamo il punto su quanto andrebbe fatto su questo fronte.

di Federica Brioschi

La polizia svolge un ruolo cruciale nella nostra società: aiuta a garantire i nostri diritti umani e rende la nostra società sicura e pacifica.
Allo stesso tempo, la polizia dipende interamente dalla fiducia di noi cittadini.
Ma l’attività di polizia comporta anche il rischio di violare i diritti dei cittadini.
Studi mostrano che il rischio di essere sottoposti a tortura è più grande durante o subito dopo l’arresto, o quando la polizia fa uso della forza contro i cittadini.
È quindi fondamentale che le regole internazionali che ci proteggono dalla tortura siano rispettate.

Questo è uno stralcio…

Parole importanti quelle pronunciate dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia che, davanti ai deputati della medesima Commissione, ha ribadito l’intenzione di portare avanti un modello di pena in linea con il dettato costituzionale

di Claudio Paterniti Martello

Lunedì, di fronte alla Commissione Giustizia della Camera, la Ministra Marta Cartabia ha indicato la strada che intende perseguire nel corso di questa legislatura. La Ministra ha pronunciato un discorso coerente con il suo operato da giudice e presidente della Corte Costituzionale, suscitando aspettative e speranze nella comunità penitenziaria. Nelle “linee programmatiche sulla giustizia” Cartabia ha inserito la necessità di oltrepassare la centralità del carcere, che non può e non dev’essere l’unica risposta effettiva al reato. Le pene principali devono essere le pene alternative. Il carcere dev’essere l’eccezione, l’extrema ratio, poiché estremi sono i suoi effetti…

Lo scorso anno le proteste scoppiate in diverse carceri del Paese interessarono anche gli istituti di Bologna e Modena. In quest’ultimo morirono anche alcuni detenuti. Ad un anno di distanza vi raccontiamo qual è la situazione delle carceri della regione

Un lungo anno è trascorso dall’ondata di proteste e rivolte che ha sottoposto a estrema tensione il comparto penitenziario nazionale, dopo decenni di pace apparente rispetto alle forme di conflittualità più appariscenti. In attesa che vengano definite le conseguenze giudiziarie relative alla gestione di questi conflitti e alle eventuali responsabilità sui decessi occorsi, riteniamo opportuno proporre una sintetica lettura di fase sugli istituti emiliano-romagnoli. …

Il fragile diritto alla riservatezza nel procedimento penale

di Claudio Paterniti Martello

Un frammento del film “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio, con Gian Maria Volontè

Molto spesso giornali e programmi televisivi, quando si occupano di processi o indagini in corso, diffondono nomi e immagini delle persone coinvolte senza preoccuparsi del loro diritto alla riservatezza. Per di più buona parte delle volte presentano le ipotesi investigative come se fossero verità accertate. Per quanto negli anni siano state introdotte diverse norme a protezione della privacy di indagati e imputati la realtà fatica ad adattarvisi. Perché? La questione è complessa e ha a che fare con diritti costituzionalmente garantiti in conflitto tra loro. Da un lato il diritto di cronaca e informazione (art. 21…

Associazione Antigone

Dal 1991 anni ci occupiamo di #Giustizia, di #Carceri, di #DirittiUmani e di #Tortura. Sostienici: http://www.antigone.it/sostieni

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store