L’atto depositato inserisce Antigone tra i soggetti offesi, assieme al Garante nazionale delle persone private della libertà e a Il carcere possibile Onlus.

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha concluso le indagini relative alle violenze perpetrate a danno di un ingente numero di persone detenute nel carcere della cittadina campana il 6 aprile del 2020. L’atto depositato inserisce l’associazione Antigone tra i soggetti offesi, assieme al Garante nazionale delle persone private della libertà e a Il carcere possibile Onlus.

Era stata proprio Antigone a presentare il 20 aprile, a pochi giorni dagli eventi, un esposto in Procura nel quale denunciava quanto svariati famigliari di persone ristrette a Santa Maria Capua Vetere avevano raccontato ai nostri avvocati, con ricostruzioni tutte…


Al centro di un’inchiesta per le violenze contro i detenuti, numerosi spazi dell’istituto piemontese si presentano in uno stato critico, in alcuni casi al di sotto degli standard minimi. Qui raccontiamo quello che è emerso con le nostre visite.

Il carcere Lorusso e Cotugno di Torino (che abbiamo visitato lo scorso mese di luglio, qui la scheda completa) sembra non trovare pace. Mentre la Procura della Repubblica di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per numerosi agenti, nonché per l’ex direttore e l’ex comandante della polizia penitenziaria contestando loro diversi reati, compresa la tortura, per trattamenti inumani e vessazioni avvenute nel padiglione C, l’istituto continua a presentare parecchie criticità, ormai divenute croniche.

Dopo l’inchiesta della Procura, da metà 2020 sono cambiati i vertici dell’amministrazione e della polizia penitenziaria. …


di Paolo Conte* e Marco Colacurci**

Come per ogni altra struttura detentiva del paese, la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere — che al 16.07.2021 ospitava circa 950 persone detenute — ha subìto una rimodulazione di spazi e prassi interne in conseguenza dell’epidemia di Covid-19 caratterizzata da un generale irrigidimento delle misure e una compressione ulteriore delle libertà della popolazione detenuta.

È evidente che ogni tentativo di analisi del fenomeno debba necessariamente fare i conti, in questo caso, con i gravi fatti occorsi il 6 aprile 2020, tornati prepotentemente al centro del dibattito pubblico del Paese dopo le oltre…


A questa domanda rispondono i dati pubblicati dal Consiglio d’Europa nelle Annual Penal Statistics relativi alla situazione pre-pandemica restituiscono un quadro con 13 giurisdizioni su 46 in una situazione di sovraffollamento (tra il 100 e il 126%) e altri 22 in una situazione di affollamento tra il 90 e il 100%. I primi mesi del 2020 sono stati segnati dall’arrivo della pandemia e fra gennaio e giugno in 27 giurisdizioni si è verificato un calo (sfortunatamente in molti casi solo temporaneo) della popolazione detenuta. …


Un rapporto europeo affronta i temi più importanti di una relazione complicata, tra stigma e silenzi

I dati europei sul complesso — e al contempo interconnesso — rapporto tra droghe e carcere vengono raccolti e diffusi a livello comunitario dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle Tossicodipendenze (EMCDDA). Recentemente l’EMCDDA ha pubblicato un importante report dal titolo Prison and drugs in Europe. Current and future challanges, mentre in italiano è disponibile la Relazione europea sulla droga, un lavoro annuale che impegna l’Osservatorio.

I dati cui fa riferimento l’EMCDDA sono quelli trasmessi dai Paesi europei e fanno riferimento all’uso di droghe tra le persone recluse in carcere, alla salute dei detenuti con particolare riferimento alle malattie infettive maggiormente…


Ieri il Presidente del Consiglio e la Ministra della Giustizia sono stati al carcere di Santa Maria Capua Vetere. All’uscita hanno tenuto una conferenza stampa che rilancia il percorso di riforme che da anni auspicavamo e che, con le nostre proposte, non abbiamo mai smesso di promuovere.

Ieri pomeriggio il Presidente del Consiglio e la Ministra della Giustizia sono andati in visita a Santa Maria Capua Vetere, il carcere delle torture, degli abusi e delle violenze del 6 aprile 2020. Quegli episodi furono denunciati da Antigone nei giorni immediatamente successivi. Non era scontato andare lì e condannare con parole tanto ferme quanto accaduto. Sono passati 20 anni da Genova, e allora nessuno andò alla Diaz. “Bisogna aver visto”, scriveva sul finire degli anni ’40 del secolo scorso Pietro Calamandrei. Lo scriveva in un numero monotematico, interamente dedicato al carcere, della rivista “Il Ponte”. …


Una cronistoria, che aggiorneremo man mano che le notizie arriveranno, su quanto sta emergendo rispetto ai fatti avvenuti nel carcere campano nell’aprile del 2020. Un caso che abbiamo seguito fin dal primo momento in tutti i suoi passaggi.

Il 5 aprile 2020 Antigone riceve segnalazione di un caso di positività tra i detenuti di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Poco meno di un mese prima, a causa del Covid, erano scoppiate proteste e rivolte nelle carceri di mezza Italia. Il quadro generale è dunque teso.

Tra il 7 e l’8 aprile Antigone riceve comunicazioni via telefono, e-mail e sui social network che parlano di presunte violenze avvenute a Santa Maria Capua Vetere. Come da prassi, i nostri legali fanno delle verifiche incrociate per valutarne la fondatezza. La situazione sembra grave, pare che ci sia…


Nel raccontare i fatti di cronaca spesso i media (e i politici che commentano le notizie) fanno passare le persone fermate come colpevoli del reato. Ci si concentra molto sulla fase delle indagini, ma poco si parla della fase processuale e, nei casi di assoluzione, molto poco si dice della sentenza.
In questo approfondimento parliamo proprio dei processi sui media e della presunzione di colpevolezza che scaturisce dal racconti dei fatti.

di Lorenzo Iorianni

Trattare il tema del rapporto sussistente tra informazione e giustizia implica l’irrompere in una dimensione dilemmatica, poiché significa affrontare un problema che offre un’alternativa fra alcune possibili soluzioni, nessuna delle quali è da ritenersi interamente accettabile. Ci si deve immergere in una logica del conflitto; conflitto tra diritti e interessi di pari rango: il diritto di cronaca (sottoinsieme del diritto di manifestare il proprio pensiero), il diritto alla privacy, all’immagine; il precetto del secondo comma dell’articolo 27 della Costituzione, la presunzione di innocenza e quello del primo comma dell’articolo 101, ossia “La giustizia è amministrata in nome…


Ogni anno il Dipartimento di Stato americano pubblica un report sui diritti umani nei paesi Onu. Lo fa servendosi di diverse fonti. Per approfondire il tema delle carceri una di queste fonti è la nostra associazione. Ecco cosa dice quello relativo al 2020

di Sofia Antonelli

Lo scorso 30 marzo il Dipartimento di Stato americano — il corrispettivo del nostro Ministero degli Esteri — ha pubblicato i country reports on human rights practices per il 2020.

Realizzati ogni anno dall’Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro, i rapporti descrivono lo stato dei diritti individuali, civili, politici e dei lavoratori per tutti i paesi membri delle Nazioni Unite. Ogni rapporto viene redatto sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti. Tra queste, ambasciate e consolati statunitensi all’estero, funzionari dei governi locali, organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative. …


Breve analisi di un cardine trattamentale tra aspetti valoriali e pratiche amministrative

di Giampaolo Romanzi*

Foto dal webdoc Inside Carceri di Antigone e Next New Media

Con le lenti della Costituzione

Il lavoro penitenziario nel cammino del legislatore

Dal primo regolamento penitenziario del Regno d’Italia del 1862, fino al regolamento penitenziario del 1931, il lavoro svolto nelle carceri è stato delineato in termini meramente afflittivi. Il lavoro era parte della sanzione penale e nel Regolamento Rocco era concepito come strettamente funzionale e necessario al completamento della pena e pertanto costituiva un obbligo per i condannati, con tanto di “punizione” in caso di mancata osservazione dell’obbligo di lavoro. Un obbligo che non trovava flessioni nemmeno davanti alla presunzione di non colpevolezza la dove, nell’art. 1 del reg. penit. del…

Associazione Antigone

Dal 1991 anni ci occupiamo di #Giustizia, di #Carceri, di #DirittiUmani e di #Tortura. Sostienici: http://www.antigone.it/sostieni

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